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giovedì 25 aprile 2013

Lo avrai, Camerata Kesselring... di Piero Calamandrei

Kesselring fu comandante delle forze d'occupazione tedesche in Italia.
Responsabile di orrori disumani fu processato a Norimberga per crimini contro l'umanità e condannato a morte. La condanna però fu sostituita con il carcere a vita. Dopo cinque anni uscì dal carcere per motivi di salute e al ritorno in Germania fu celebrato come un eroe negli ambienti neonazisti della Baviera.
Oltre a non rimproverarsi nulla, Kesselring ebbe anche il coraggio di dire che gli italiani avrebbero dovuto erigergli un monumento.
Parole che fanno davvero male ... Toccano profondamente anche chi non ha vissuto questa guerra senza limiti, senza pietà.
Piero Calamandrei, uomo della Resistenza, a queste affermazioni rispose con una epigrafe ...


Piero Calamandrei






Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.
 

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